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Riciclo rifiuti: i vantaggi e le limitazioni

Riciclo rifiuti

Si parla spesso del riciclo dei rifiuti, in un dibattito sempre acceso tra potenzialità e limiti: uno dei problemi più importanti che ci troviamo ad affrontare e obiettivo primario dell’agenda 2030.

Ma di cosa si tratta esattamente e quali sono i vantaggi e le problematiche?

La gestione dei rifiuti

Ogni anno solo in Italia una persona produce in media 500kg di rifiuti. Questi in parte vengono emessi direttamente, come lattine o bottiglie di plastica, ma ogni individuo è responsabile anche degli scarti emessi dalle industrie nella realizzazione dei beni acquistati, come gli imballaggi.

I problemi che stiamo affrontando, come la diminuzione degli spazi fisici per poter smaltire, l’inquinamento e la scarsità di risorse naturali, hanno portato a sviluppare due modelli possibili di gestione.

Due modelli di gestione degli scarti

  • Lineare: tipico schema secondo cui gli scarti vengono smaltiti direttamente in discarica.
  • Circolare: vede lo scarto non come un rifiuto, ma come un oggetto che può avere una nuova vita ed essere condiviso, prestato, riutilizzato, riparato, ricondizionato e riciclato. Solo una volta giunto a fine vita, quando non sarà più utile, potrà essere smaltito in discarica.

Il modello lineare, come già accennato anche nei nostri precedenti articoli, non è più sostenibile. Consuma eccessive risorse, e dipende appunto dalla disponibilità di materie prime a basso costo. Materie prime che si esauriranno molto presto se dovessimo continuare coi ritmi attuali di sfruttamento. Entrare in un’ottica di Economia Circolare consente così di trasformare i rifiuti in una risorsa.

Che cosa si intende per riciclo dei rifiuti?

Il riciclo è un modo di gestire i rifiuti, una delle soluzioni previste che prevede il trattamento degli scarti in modo da consentirne la reintroduzione nello stesso ciclo produttivo da cui provengono.

Alla base vi è la raccolta differenziata: ogni materiale, se correttamente gestito e suddiviso, consente di diminuire i rifiuti che finiscono in discarica con un minor impatto sull’ambiente, un risparmio economico e la valorizzazione degli scarti, che crea nuovi settori produttivi e posti di lavoro.

Il riciclo della plastica

La plastica in particolare viene inserita in un apposito impianto che provvede alla selezione in base alla tipologia e alla dimensione, nonché in base al colore. Il riciclo consente così di ottenere prodotti differenti: componenti per macchine, casette per l’ortofrutta, panchine, imbottiture e tanto altro.

Spesso però non è possibile riciclare in maniera efficiente a causa di fattori come:

  • La quantità, la pulizia e la composizione dei flussi di rifiuti raccolti.
  • Le tecnologie a disposizione.
  • I requisiti e gli standard del materiale riciclato che possono limitarne l’adeguatezza.
  • La perdita di qualità ad ogni riciclo di materiali.

Proprio per questo, anche riciclando viene comunque prodotto un minimo scarto. Esistono così diverse soluzioni prima di arrivare alla discarica, come il riciclo chimico e il recupero energetico.

Riciclo chimico

Si tratta di un processo che modifica la struttura di un prodotto, convertendola in molecole che possono essere utilizzate in nuove reazioni chimiche. Può produrre ad esempio gas di sintesi come syngas e altri liquidi e semiliquidi. È una tecnologia complementare, che aiuta ad evitare che alcuni rifiuti impossibili da riciclare in modo sostenibile vengano inviati in discarica.

Recupero energetico

Il recupero energetico è la soluzione più efficiente in termini di uso delle risorse a disposizione rispetto alla messa in discarica o al riciclo forzato.

I moderni impianti usano i rifiuti plastici e altri materiali ad alto valore calorifico, bruciandoli per ottenere una preziosa fonte di energia. Si tratta comunque di una soluzione complementare, che non sostituisce il riciclo né, prima ancora, il riutilizzo della plastica.

Vantaggi e svantaggi

I vantaggi del riciclo

Riciclare i rifiuti, come la plastica ha diversi vantaggi:

  • Maggiore sostenibilità economica di un prodotto riciclato rispetto a uno ottenuto attraverso l’utilizzo di materie prime.
  • Il rifiuto diventa risorsa, senza sprechi e chiudendo il cerchio del ciclo vitale.
  • Si riduce la quantità di indifferenziata da smaltire, con vantaggi per salute e ambiente.
  • Si riduce l’utilizzo delle materie prime.
  • Si incrementano le potenzialità di un settore in forte sviluppo, aumentando i posti di lavoro.
  • Si promuove la ricerca, l’eco-innovazione, la competitività di un paese.

Il problema del riciclo

Ma nonostante si abbiano le intenzioni di salvaguardare l’ambiente, non in tutti i casi è sempre facile riciclare.

I materiali riciclati non possono essere completamente assorbiti dai mercati interni. Per questo fino a poco tempo fa venivano in gran parte esportati in Cina, trasformati in imballaggi per prodotti destinati ai nostri mercati.

Dal gennaio 2018 la Cina ha però iniziato a selezionare tali materiali, accettando solo quelli privi di impurità e quindi di qualità elevata. In questo modo, i depositi europei si sono saturati, costringendo all’invio agli inceneritori di tali scarti.

Tipologie diverse di plastiche e problema finanziario

Ma non solo. Esistono tanti tipi diversi di plastiche, che hanno necessità di diversi metodi e trattamenti e che in vari casi non è possibile separare completamente.

Inoltre il riciclo, soprattutto in grandi quantità, inizia a diventare un peso finanziario: oltre all’enorme quantità di rifiuti, esistono anche materiali come le bioplastiche: gli impianti di compostaggio esistenti non riescono a trattarle, e occorrerebbero così nuovi impianti.

Conclusione

Il riciclo è uno dei pilastri dell’Economia Circolare, ma da solo non basta a raggiungere un livello di sostenibilità adeguato. Serve affiancarlo al riutilizzo, e al non-uso. Dobbiamo renderci conto della necessità di cambiare, di adottare nuove modalità che aiutino a contrastare questa problematica ormai così pesante.

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