Imballaggi riutilizzabili in plastica: quali soluzioni?

Imballaggi riutilizzabili in plastica

Gli imballaggi in plastica sono il materiale ideale per tutti i tipi di prodotti, industriali, medicali e di consumo.

Col problema dei rifiuti sempre più pressante è necessario trovare soluzioni affinché possano essere riutilizzabili, entrando in un modello di economia circolare.

I vantaggi degli imballaggi in plastica

La plastica mantiene un ruolo primario nell’ambito degli imballaggi, e questo perché presenta una serie di vantaggi:

  • Consente la conservazione di alimenti e medicinali proteggendoli dal deterioramento;
  • Garantisce l’igiene;
  • Resiste a strappi, urti e maneggiamenti;
  • È facile da lavorare;
  • È leggera e facilmente maneggiabile;
  • Utilizza un ridotto apporto di materiali.

Il problema non è il materiale in sé. È in come viene gestito nell’intero ciclo di vita, dalla progettazione fino al momento in cui non viene smaltito in maniera corretta e finisce nelle discariche o nei nostri mari.

Il problema della plastica

Come abbiamo visto, il tema dell’inquinamento da plastica è diventato una delle emergenze ambientali più gravi della nostra epoca.

Il pianeta non è in grado di gestire la quantità di rifiuti che produciamo. Il cambiamento dei nostri stili di vita e l’aumento del consumo dei piatti d’asporto (soprattutto in questo periodo) generano un incremento degli imballaggi utilizzati ogni anno.

Una delle soluzioni proposte è quella di un uso ridotto di questo materiale. In particolare, si stanno eliminando progressivamente i prodotti monouso in favore di materiali diversi ipotizzati come maggiormente sostenibili, come la carta. Anch’essa però presenta le sue criticità, un sistema saturo e pochi impianti di riciclo, soprattutto in Italia.

Gli imballaggi in plastica riutilizzabile

Molti tra i marchi più rinomati a livello mondiale hanno fissato degli ambiziosi progetti di riciclaggio, seguendo il New Plastics Economy Global Commitment della Ellen MacArthur Foundation. L’obiettivo è raggiungere un modello di Economia Circolare per la plastica e, in particolare, per il packaging: entro il 2025 le aziende dovranno infatti aumentare del 25% la quantità di plastica riciclata usata negli imballaggi.

Servono però maggiori investimenti in impianti di trasformazione in primis, ma anche per le strutture di recupero e raccolta dei materiali. Questo per evitare un accumulo di rifiuti, che possono essere gestiti in modo inappropriato o causare un aumento di CO2 e tossine dovuto alla loro combustione.

Riprogettazione, riutilizzo e riciclo

Il modello della fondazione indica quali soluzioni e strategie vanno applicate per evitare che la plastica finisca dispersa nell’ambiente:

  1. Riprogettare il 30% degli imballaggi impossibili da riciclare;
  2. Riutilizzarne almeno il 20%, sia quelli che entrano nelle nostre case sia quelli industriali come cassette e pallet;
  3. Rendere facilmente riciclabile il restante 50% degli imballaggi, senza che si verifichino perdite di valore.

Il riciclo quindi non basta per contrastare l’inquinamento. La plastica è presente in tante varietà, polimeri diversi tra loro spesso difficilmente separabili dagli altri materiali.

Il packaging va quindi riprogettato, in modo da ridurne la produzione usa e getta, aumentarne durevolezza e resistenza e incrementarne il riutilizzo, prima ancora del riciclo. Il design e i materiali devono essere inoltre compatibili con gli impianti presenti nel territorio.

Il Consorzio EUREPACK

Il nostro Consorzio è nato nel 2010 a Milano, con lo scopo di promuovere l’Economia Circolare attraverso la diffusione di imballaggi riutilizzabili.

Abbiamo raccolto l’adesione di importanti realtà italiane e non, nel settore del pooling, della produzione e della logistica, ma anche di organizzazioni ambientaliste (Università dell’Insubria e Legambiente)

Gli imballaggi CPR System

CPR System è un caso esemplare. Il sistema di produzione della Cooperativa nostra consorziata permette una continua rigenerazione degli imballaggi.

Tutto parte da una pillola di polipropilene, che viene stampato e confezionato per formare cassette, pallet, minibins, casse per i freschi e casse destinate al comparto ittico.

In particolare, le cassette CPR sono ecologiche, riutilizzabili, riciclabili, a sponde abbattibili, pratiche ed economiche. Possono essere utilizzate in tutta la filiera produttiva, dalla raccolta alla grande distribuzione.

Il produttore ortofrutticolo ritira i contenitori presso i centri logistici, procedendo con la confezione e consegna al distributore dei suoi prodotti. CPR si occupa poi del ritiro, del lavaggio, e rimetterà a disposizione la cassetta e o il pallet per un nuovo utilizzo, rigranulando i contenitori danneggiati.

Conclusioni

Di fronte a una domanda crescente di sostenibilità, dobbiamo pensare a nuove soluzioni per gli imballaggi. È necessario riprogettarli, utilizzando materiali che possano essere riutilizzati e in un secondo momento riciclati, contribuendo al miglioramento dell’ambiente in cui viviamo

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